Cara Cristina, mi dai l’opportunità di riscrivere sul blog dopo molto tempo… e te ne sono grata.
Dunque, l’Iperico se lo vuoi usare in tisana lo raccogli tagliandolo in modo da potere fare dei mazzetti che puoi appendere a seccare a testa in giù in un luogo ombreggiato ventilato e asciutto, non al sole, se proprio è un luogo polveroso puoi proteggerlo con un telo o un lenzuolino ma facendo in modo che la tela non tocchi direttamente le piante.
Per l’oleolito invece il procedimento che seguiamo noi è questo: raccogliamo tagliando la parte dell’infiorescenza in piena fioritura ma prima che siano seccati i fiori, comunque qualche fiore secco non è un problema, la raccolta è meglio farla al mattino, ma che i fiori non siano umidi, comunque noi li lasciamo qualche ora da asciugare un po’ dopo raccolti; poi eliminiamo rametti e foglie e mettiamo i fiori in un vaso di vetro trasparente nel quale infine aggiungiamo olio extravergine di oliva biologico fino a coprire.
Può anche darsi che la raccolta si completi in due o tre giorni se le piante sono a diverse altezze e quindi diversi stadi di fioritura. Di solito per tradizione i giorni della raccolta dovrebbero essere quelli subito dopo il solstizio, precisamente intorno al 24 di giuno, che è il motivo per cui viene anche chiamata erba di San Giovanni, ma se vedi che sono già fiorite… anticipa. A questo punto devi mettere il vaso al sole, in pieno sole, coperto ma non ermeticamente chiuso, ovvero lascialo respirare, ogni tanto chiudilo bene e gira il vaso due o tre volte, poi risvita il coperchio, se non ti fidi tra il vaso e il coperchio metti una garza o un teletto pulito che però dovrai ogni volta levare per girare il vaso. Lo lasciamo al sole da tre a quattro settimane, se invece è un anno con poco sole e molte nuvole piò restare anche fino a un massimo di quaranta giorni, e a quel punto, dovrebbe avere un bel colore rosso, va filtrato e messo in bottiglie scure.
Aggiungendo un po’ di olio di germe di grano o un po’ di olio essenziale di limone si evita l’irrancidimento dell’olio di oliva.
Per quanto riguarda la riproduzione della pianta noi abbiamo notato che si diffonde un po’ come vuole lei, ma generalmente a colonie di un certo numero di piante, l’importante è che non si raccolgano tutti i fiori di ogni colonia, lasciandone sempre un certo numero per la produzione dei semi.
Un abbraccio a tutti i raccoglitori di questa pianta dalle stupende qualità.




una domanda: cosa si deve fare per notificare (e quindi vendere) l’oleolito d’iperico?
Grazie,
Gaia
cara gaia non capisco cosa intendi con “notificare”… a chi?
se tu sei una erborista diplomata e hai una attività commerciale relativa quella è la notifica… per “vendere”, e già così ci sono difficoltà burocratiche.
per la nostra esperienza a livello “casalingo”, cioè, piccole quantità di oleolito si fanno per la famiglia e per gli amici e i conoscenti, al limite per scambiarlo o venderlo in un circuito ristretto e abituale dove puoi essere riconosciuto affidabile tipo se fai il banco abitualmente in qualche mercatino del biologico in autocertificazione.
fare l’oleolito per venderlo vuol dire molta responsabilità, nel produrlo e nel confezionarlo e avere le struttire adatte e igienicamente conformi dato il suo possibile utilizzo su piaghe e ferite… capitomihai?
comunque in questi mercatini qui in liguria per esempio voler vendere l’oleolito di iperico è un po’ come voler vendere frigoriferi agli esquimesi… non so dove stai tu…
comunque sia… buon cammino
ciao manù
trovo interessante il sito e vorrei essere aggiornato su nuove iniziative gazie
ciao, grazie avevo bisogno di conferme per l’iperico che ho appena raccolto e ora le ho. ma voi siete amici di iole e gaia? grazie, ciao. sara