LA VIA DELLA BELLEZZA

creazione  di turtle island

UNA INTRODUZIONE ALLA SPIRITUALITà NATURALE

Ho trovato queste pagine, editate una trentina di anni fa, così intense e così attuali, così risonanti con il mio spirito che ho provato l’impulso irrefrenabile di condividerle con qualcuno che, come me, possa trarne forza, e il coraggio di perseverare nel volere e nel credere possibile un mondo migliore.

Lo dedico a tutti i miei fratelli di ricerca, a tutti quelli che non si riconoscono nelle scelte della civiltà di cui fanno parte, quelli che conosco e quelli che non ho mai visto di persona ma che incontro sui sentieri dello Spirito… nell’etere e nella rete… a sorelle e fratelli, figli di Gaia.

Tratto da “WOVOKA” ed. Quaderni d’Ontignano

, Oggi c’è un interesse sempre crescente per la spiritualità degli lndiani d’America. Alcune persone, a quanto pare cominciano ad accorgersi che c’è qualcosa di abbastanza falso nelle rappresentazioni sensazionalistiche di cerimonie indiane in film come “Un uomo chiamato cavallo “.

Può anche darsi che la gente cominci a chiedersi se sia proprio necessario importare religioni da altri continenti, quando devono ancora mettere alla prova il modo di vivere della Terra sulla quale sono nati.

C’e una sensazione generale che qualcosa non va. Se si suppone che la religione debba portare la pace dello spirito un senso di rettitudine e di bontà nell`Universo, una tensione e un indirizzo nella vita, un modo di comportarsi con le altre creature che sia armonico, ed un senso profondo di gioia e di partecipazione alla Creazione, ben poca gente è in grado di trovare tutto ciò nella fede dei padri. Sia che essi non accettino la loro religione. sia che si siano accorti che la loro religione non porta a nulla di tutto questo, rimane comunque il fatto che molti sono alla ricerca di valori spirituali.

Per coloro che si sono rivolti agli insegnamenti degli Amerindiani, il cammino e iniziato in occasione della riedizione della “Grande Visione » di Hehaka Sapa, o della pubblicazione di libri come Touch the Earth. Ma i lettori avidi, quelli che vogliono trovare la verità in una pagina stampata, esauriscono ben presto tutti i libri che si interessano di questi argomenti e si ritrovano con l’appetito spirituale aguzzato ma non soddisfatto. Allora cercano di incontrare qualche saggio indiano e spesso un viaggio in terra Hopi o una visita da Crow Dog basta a far diventare “esperti » in spiritualità indiana. Abbiamo allora un nuovo “saggio » che farà conoscere con autorità delle nozioni superficiali, e più o meno imprecise e fuorvianti, a coloro che si lasciano ingannare da un costume di pelle e da un po’ di perline.

Ad ogni modo, va crescendo una nuova forma di rispetto per gli Anziani che hanno saputo conservare viva la tradizione. Anche se c’e gente che non progredisce tanto, ci sono però molte persone in ricerca, che alla fine riescono a comprendere che la complessità e la profondità di una conoscenza spirituale in una data tradizione naturale Amerindiana sono tali, che l’unico modo per riuscire a raggiungere quella conoscenza è quello di passare tutta la propria vita a riflettervi e a praticarla.

E’ cosi che ho cominciato io, riconoscendo subito i miei limiti e la mia ignoranza. Personalmente appartengo ad una nazione cosi assimilata che abbiamo quasi perduto la nostra lingua e le nostre cerimonie; neppure gli Anziani della nostra tribù le conoscono più. Per questo, quei pochi di noi che hanno sentito parlare di queste cose dai loro nonni cercano di impararle di nuovo e insegnarle agli altri. Io studio gli insegnamenti spirituali soltanto da dieci anni e ho cominciato a camminare sulla strada della medicina da poco più di tre anni. Ecco perché, anche se sono gia abbastanza vecchio da essere nonno, sono però ancora un bambino. Quando gli altri parlano, io resto in silenzio perché ho molto da imparare. Ma ci sono gia alcune cose sulle quali posso permettermi di parlare purché sia io che i miei ascoltatori teniamo presente la mia grande ignoranza.

Un giorno mi fu chiesto di parlare di religione alla “Harvard Divinity School ». Mi piace parlare in posti come quello, perché quel che hanno fatto i missionari ha influito molto sul mio popolo, in quanto i missionari hanno allontanato il mio popolo dai loro insegnamenti naturali. E questo rende molto interessante il fatto di vedere un Wampanoag andare a dare dei consigli a dei seminaristi di Harvard. Non è che io desideri fare il missionario e cercare di convertire qualcuno alla mia religione. Una delle differenze più spiccate tra il modo di pensare naturale e quello delle Chiese cristiane sta nel fatto che noi non abbiamo mai tentato di convertire qualcuno. Noi rispettiamo tutte le credenze individuali. “Convertire » le persone significherebbe affermare che le loro credenze sono meno valide delle nostre, il che non è affatto rispettoso.

Noi crediamo che il Creatore ha dato ad ogni popolo degli insegnamenti originali e che egli parla anche oggi a coloro che cercano la conoscenza. Questo significa che io ascolterò con rispetto tutto quello che voi mi direte sulla vostra religione. Ma se mi direte che il vostro Dio vi ha detto che io devo seguire il vostro cammino, quello di Gesù o quello di Krishna, allora vi risponderò che io sono capace di ricevere gli insegnamenti direttamente da colui che mi ha creato. Il bisogno di insegnamento spirituale che io ho sentito dopo la mia infanzia, è stato soddisfatto. Io ero pieno di una fame spirituale che non poteva più essere soddisfatta in casa mia, così cercai e studiai le altre religioni del mondo e conobbi la Bellezza e la Verità di ciascuna di esse.

Ma fu il Peyote che mi fece ritornare alla Terra e alla religione del mio popolo. Avevo ricevuto il consiglio di rivolgermi agli Anziani e ai Saggi di diverse nazioni e di imparare la Verità interiore, la Saggezza Universale dei loro modi di pensare, affinché un giorno io possedessi la comprensione per contribuire alla ricostruzione della vita spirituale del mio popolo.

Grazie a ciò, compresi che studiando diverse religioni, io avrei saputo quello che hanno di comune e che è essenziale in tutte le religioni: in questo modo avrei conosciuto la base degli insegnamenti spirituali del mio popolo. Fu cosi che entrai nel Movimento Unitario degli Indiani dell’America del Nord, per ricevere gli insegnamenti dei maestri spirituali di tutto il Nord America. Scoprii che i nostri maestri non sono dei preti di professione o dei maestri di scuola, ma sono gente comune, operai, commercianti, gente che vive semplicemente e umilmente, e che, pur occupandosi della propria famiglia, hanno anche la responsabilità di conservare le antiche tradizioni e gli insegnamenti, e di conservare viva la conoscenza sacra dell’Antica Religione del Popolo.

La terza cosa che vorrei che capiste a proposito delle spiritualità naturali è questa: anche se io fossi uno molto istruito, pieno di conoscenze e di saggezza, con il dono di saper scrivere bene, non potrei lo stesso svelare la vera essenza di questa conoscenza e di questa saggezza. Ci sono molte cose che non possono essere messe sulla carta, ma possono solo essere sperimentate direttamente e personalmente. E poi, in questi giorni, e necessario che alcune cose vengano mantenute segrete, affinché chi ne ha solo una comprensione insufficiente o motivazioni poco rette, non ne possa abusare.

Mi hanno detto che originariamente, la parola << religione » voleva dire << legare insieme di nuovo ». Questo potrebbe sembrare vero per coloro che sono separati dal loro popolo e dalle sue credenze, per quelli che sono separati dal Creatore, da nostra Madre la Terra e dai nostri genitori, dalle altre creature e dagli spiriti dell’Universo. Ma gli Anziani non usavano parole come “religione ». Il motivo di ciò può essere che se uno segue gli Insegnamenti Originali, non c’e più separazione tra lui e le persone di qualsiasi altro popolo né tra lui e il Creato. E così, non c’e più bisogno di “legare di nuovo insieme ». Inoltre, essi non parlano di una religione fatta dagli uomini, ma di insegnamenti spirituali che sono dono della stessa Creazione. E’ ovvio poi che il termine “religione » -— cosi come viene usato dagli Europei e dagli Asiatici sembra designare un aspetto della vita separato da tutti gli altri. Ci sono infatti scuole e collegi speciali per studiarla, edifici appositi per praticarla e anche un giorno e un’ora specificamente riservati ad essa. Ci sono programmi alla radio e alla televisione classificati come “religiosi », un settore speciale nelle biblioteche e sui giornali c’é la “pagina religiosa », ma per i popoli naturali, anche se possono riservare alla religione certi luoghi, non c’è separazione tra religione e altri aspetti della vita. Ogni gesto é un atto spirituale, ogni creatura, ogni cosa è sacra e santa.

Un popolo naturale sente la Creazione come una parte di sé, e si sente, nello stesso tempo, una parte della Creazione, la quale non rappresenta qualcosa che debba essere sottomesso o conquistato, e noi non le siamo superiori o estranei.

Il Creatore viene manifestato da tutta la creazione, cosi noi, imparando a conoscere la Creazione, impariamo gli insegnamenti del Creatore. Impariamo grazie alle piante e agli animali, grazie alle stagioni e ai venti. Per noi è duro vivere nelle città, perché lì l’ambiente è artificiale, le piante crescono dentro dei vasi, gli uccelli vivono nelle gabbie, e coloro che vogliono parlare con il loro Creatore devono entrate in edifici con vetri colorati, e difficilmente si possono vedere le stelle e le fasi della luna non hanno più alcun significato.

Le credenze spirituali non rifiutano questo mondo a vantaggio di un mondo futuro. Le credenze spirituali naturali non dividono lo spirito. Ogni cosa è sacra. Ogni cosa vive. Ogni cosa ha una coscienza. Ogni cosa ha uno spirito.

Parlando delle filosofie spirituali naturali, Yetsi Blue dice: “Voi non dovete essere battezzati, né consacrati, né cresimati, né fare nessun’altra cosa per aderirvi. Non avete altro da fare che ritrovarle: ci siete nati dentro. Ciascuno c’e nato ». Non ci sono scritture né dogmi, né chiese né gerarchie. E tutto ciò e molto ecumenico. Accanto al rispetto per le altre credenze e l’unione tra lo spirito e le cose, c’e un’altra grande differenza tra gli insegnamenti spirituali dei Popoli

naturali e gli altri. Questa differenza é molto importante e le sue conseguenze devono essere conosciute da tutti. Quando una persona naturale dice “La Terra e mia Madre », è molto piu di una semplice metafora. La Terra è concepita come dotata di uno spirito sacro, come una manifestazione femminile il cui corpo ha dato vita a tutte le creature, che vengono nutrite, curate, accolte, protette ed educate da lei. Talvolta le sue lezioni sono molto dure, e la gente deve soffrire per diventare piu forte. Noi in cambio abbiamo il dovere di averne cura, di onorarla, di rispettarla, di amarla e aiutarla a provvedere a tutta la sua famiglia, a tutti i nostri parenti che sono dappertutto. Questa idea viene spesso disprezzata e qualificata come “fantastica », “arcaica » o “primitiva ». Ma quelli che nella loro vita hanno messo in pratica questa fede, non possono più dividere la loro Madre e venderla o disputarsene dei pezzi per il proprio profitto.Proibirne l’accesso agli altri suoi figli, truffare, rubare, combattere e versare del sangue su di lei. Per coloro che hanno abbandonato i modi di vivere naturali, la terra diventa “proprietà fondiaria » e la storia della “civiltà » è la storia di un conflitto tra i popoli indigeni e gli invasori; una storia di inquinamento, di miseria, di sfruttamento. di guerre e di crimini.

Che cosa e il progresso? Consiste forse nel produrre sempre di più e nel far salire i prezzi con lo spreco, l’inquinamento, le fogne e i rifiuti? Per i popoli che vivono naturalmente, il progresso esisterà quando l’umanità diventerà tanto intelligente da vivere in armonia con la Creazione. Per questo e necessario imparare a mangiare un cibo naturale invece di prodotti chimici confezionati, ad andare d’accordo con gli altri senza bisogno di regolamenti, a far attenzione a non sprecare nulla, a utilizzare le nostre energie per lavorare e giocare con la calma nel proprio spirito e per il bene di tutti. Tutto cio fa parte del rispetto per la terra, del rispetto per il Creatore, del rispetto per la vita.

I popoli naturali onorano i veggenti, sia quelli che hanno vissuto sia quelli che vivono ancora tra di noi. Ma noi non abbiamo bisogno di intercessori, di mediatori o di messaggeri tra noi e la Creazione. Noi conserviamo come una ricchezza preziosa la saggezza dei racconti del nostro popolo. Le Leggi e gli Insegnamenti del Creatore non sono scritti in una lingua antica si che debbano essere decifrati da gente erudita, ma sono semplicemente scritti nel nostro cuore e nel nostro spirito. Le scritture sacre sono il testamento vivo della Natura che ogni persona può leggere ogni giorno per conto suo, nelle piccole creature, nelle erbe, negli alberi, nelle cose che crescono, nel vento e nel tuono, nella pioggia, nei mari, nei laghi e nei ruscelli, nelle montagne, nelle rocce e nella sabbia, nel violento potere del sole, nella magia della nostra nonna la luna, nel mistero delle stelle. Questi spiriti sono tutti nostri maestri.

Anche noi abbiamo degli spiriti e i nostri spiriti ci possono insegnare qualcosa della saggezza dei nostri cuori. Il Creatore ci ha donato la conoscenza della Bellezza, dell’Amore, della Gioia e della Pace nei nostri cuori, perché siano loro i nostri maestri e ci guidino sulla Buona Strada Rossa.

Ovunque, tra il nostro popolo, si insegna che una persona si deve isolare dagli altri in una regione selvaggia, su una montagna o in un deserto, in una foresta o sull’oceano, e restare sola per un certo numero di giorni per ricevere un Insegnamento da parte della Creazione.

Ovunque tra il nostro popolo si pensa che il Creatore e tutta la Creazione sono un vasto e santo mistero; ma questo mistero può parlare ai nostri cuori se noi siamo preparati e se ascoltiamo. Ovunque nel nostro popolo si pensa che il potere della preghiera e tale da preparare i nostri spiriti a questo ascolto. Il potere del digiuno, della capanna sudatoria e gli altri modi di purificazione, preparano le nostre anime a comprendere la voce del Grande Mistero.

In qualsiasi luogo mi sono recato nell’America del Nord, questi insegnamenti si assomigliano, anche se le cerimonie sono diverse nella lingua e nelle usanze. Ho ascoltato gli Anziani e i Custodi della Saggezza, i racconti e le profezie delle nazioni. Dappertutto lo spirito diventa piu forte e il messaggio è chiaro: il tempo della Purificazione è vicino.

Il modo di vivere che ora predomina sulla terra, ha reso molto malata nostra Madre. E’ una malattia, e una malattia si nutre su di un corpo e cresce fino a che o il corpo muore, o, grazie a potenti meccanismi come la febbre, esso si sbarazza della malattia e restaura il proprio equilibrio e la propria armonia. La malattia e un conflitto, una disarmonia nel canto della creazione. La crisi verrà, inevitabilmente. Quando? Presto? Non lo sappiamo. I sintomi sono più evidenti la dove la malattia della civiltà e più forte, a New York, a Los Angeles, a Tokyo, nei grandi centri urbani (Londra, Parigi). Ma il veleno si avverte dovunque, dalla Baia di James alla Black Mesa (nel territorio degli Hopi) e perfino in Amazzonia.

Tutta questa distruzione è prevista. Nel passato ci sarebbe voluto un profeta per annunciarla, ma oggi tutto ciò può essere visto da chiunque abbia lo spirito chiaro e gli occhi aperti. Le profezie contengono un messaggio spirituale: la Madre Terra si ricorderà dei suoi figli che le si aggrappano per rimanere vicino a lei e che seguono gli In-segnamenti Originali: tutti insieme sopravvivranno alla Purificazione. Coloro invece che si ostinano nella malattia della Civiltà, nella malattia della Conquista e dell’Autorità, nello sfruttamento e nella bramosia di possesso, tutti costoro moriranno sicuramente di questa malattia, perché lo scopo della loro vita sarà stato proprio quello di nutrirla, considerandola indispensabile alla propria esistenza. –

I nostri insegnamenti ci dicono di purificarci e di essere forti di corpo e di spirito, di cuore e di anima, per unire le nostre Nazioni e rispettare le leggi naturali della Creazione, perché possiamo lasciare a coloro che non sono ancora nati, una Creazione bella e in buona salute.

Ci saranno persone che si sentiranno d’accordo con queste idee, e ne ricaveranno anche un sentimento di sollievo e di giustificazione mettendosi a predicarle agli altri; qualcun altro semplicemente si sentirà protetto da queste luci. Ma non consideratevi contenti e beati come capita durante i discorsi dei patrioti in occasione delle feste nazionali solo perché vi felicitate con noi per i valori spirituali dei nostri antenati, valori che in realtà non vengono realizzati nella nostra vita e nelle nostre comunità. Tutto questo non ci aiuterebbe molto nella Purificazione.

Non lasciate che i nostri ideali ci rendano soddisfatti di noi stessi. Il fatto è che pochissimi tra noi attualmente seguono gli Insegnamenti Originali. Ognuno di noi, in scala più o meno grande, contribuisce allo sfruttamento e alla distruzione della terra. Noi comperiamo e utilizziamo la benzina, il gas, l’elettricità, le macchine, la plastica e le droghe, e in questo modo contribuiamo allo spreco e all’inquinamento, e con le nostre tasse e i nostri acquisti, sosteniamo i governi e le industrie che sfruttano la terra e le sue risorse, compresa l’umanità stessa. Noi sosteniamo le potenze che ci sfruttano e con questo sostegno queste potenze diventano sempre più potenti e il popolo sempre più dipendente.

Ma ora che abbiamo capito queste cose, non dobbiamo diventare cinici, né sentirci in colpa ne metterci a vegetare nell’apatia. Abbiamo la possibilità di camminare più vicino alla Buona Strada Rossa. Non di colpo, ma tappa per tappa in questa direzione finché non riusciamo a ritornare su questo sentiero. Possiamo smettere di essere dei consumatori folli, gente che spreca, gente spinta dai condizionamenti e dalla pubblicità a voler possedere sempre di più possiamo cominciare a semplificare, a sostituire, a fare e a coltivare ciò di cui abbiamo bisogno. Possiamo incominciare a condividere con gli altri quello che possediamo. Possiamo fabbricare delle cose con le nostre mani e imparare di nuovo ad utilizzare la nostra abilità e la nostra forza fisica. Possiamo camminare e lavorare e diventare più vigorosi. Possiamo passare del tempo con la Creazione. Poco a poco, con sicurezza e dritti alla meta.

Molte persone non hanno più una tradizione a cui fare riferimento. Può darsi il caso che non resti più neanche un Anziano. Ma ci sono gli insegnamenti della natura, la ricerca di una visione, il digiuno, la capanna sudatoria, l’osservazione della terra, delle cose che crescono, la voce dei venti, delle rocce, del fulmine, e ci sono i nostri cuori e i nostri spiriti nelle ore tranquille del mattino. Per coloro che sanno ascoltare, le voci parlano ancora.

C’e qualcosa di molto importante che avviene in questa Creazione. C’è una Purificazione che sta per avvenire e un movimento di persone che prendono tanto in considerazione la vita di coloro che non sono ancora nati, da desiderare di sopravvivere. Una visione diventa sempre più chiara via via che discutiamo insieme e ascoltiamo gli altri, gli insegnamenti degli Anziani e la voce del grande Silenzio.

Dobbiamo percorrere un lungo cammino, ma camminando e danzando e cantando lungo questo cammino, noi ritorneremo a casa nostra e puliremo la Buona Strada Rossa dalle cattive erbe, seguendo il Sentiero della Visione, gli Insegnamenti Originali, la Legge della Creazione, la Via dell’Universo, la Via dell’Arcobaleno, la Strada della Bellezza.

SAUPAQUANT

Tratto da “WOVOKA, Il messaggio rivoluzionario dei nativi americani”, ed. Quaderni d’Ontignano

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