Pasta al pesto

Basilico (Ocimum basilicum)

Basilico (Ocimum basilicum) (Photo credit: sun sand & sea)

Non dovrei mangiare pasta, stando alle indicazioni del dott. Mozzi, il Piero, che ho avuto la fortuna di conoscere nel lontano 1975 o forse era il 76, quando cioè aveva trovato questo meraviglioso borgo abbandonato nel piacentino (San Cristoforo? dove l’acqua corrente non c’era e bisognava prenderla coi secchi in una fonte-abbeveratoio in cui c’erano le sanguisughe), e ne cominciava la ricolonizzazione, quello che oggi è “le Mogliazze”, dovrei proprio evitare i cereali, ed effettivamente la digestione della pasta mi appesantisce parecchio nelle ore successive al pasto, però una volta o due la settimana me la concedo. Oggi poi avevo qualche Fagiolino del mio micro-orto e ho dovuto cimare il Basilico che sta già andando in fiore, quindi il modo migliore di onorare questi ingredienti era proprio un bel pesto. Invece di Pinoli ho usato le Mandorle che mi ha regalato il Mandorlo del mio giardino l’anno scorso, e le Nocciole che la mia amica Laura, che vive qui vicino, mi ha regalato lo scorso autunno, frutto dei suoi Noccioli e di cui ancora ne ho una manciata.  In questo piatto, mentre lo preparavo sono finiti anche emozioni e ricordi, oltre al Piero, allora neolaureato dottore, che per primo mi ha mostrato e fatto conoscere l’Equiseto e a quella festa della luna piena di Maggio a Bobbio per sostenerli nell’occupazione del borgo, quando in una scenetta teatrale (facevo parte del militante”Teatro Emarginato”) nel prato sono stata messa, completamente nuda, in un carrello del supermercato, con le labbra rosse di rossetto, a simboleggiare la mercificazione della donna, è entrata la Morena, che non sento più da tempo, dato che il bel pestello di legno di Ulivo è un suo regalo di quando abitava in Toscana, a Barberino, negli anni ottanta, e la Laura, ovviamente, per le sue Nocciole; è entrato Ivan, che mi è venuto in Aprile a rigirare la terra dell’orto e grazie al quale ho i Fagiolini,  é entrato il Renato (che mi ha telefonato per dirmi che ora è in una bella clinica a Pinerolo dove lo stanno rimettendo un po’ a posto dopo tutti i cicli di chemio che gli han fatto…) e il ricordo di tanti pesti che abbiamo fatto insieme, ai suoi begli orti che in confronto il mio fa ridere, sono entrate le Cornacchie e il loro chiacchiericcio che mi ha tenuto compagnia mentre cucinavo…  Bando alla solitudine… Che ricca questa Pasta al Pesto!

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