…L’anno scorso…

A seguito della fiera annuale dei Gumbi l’anno scorso, 2006, scrivevo questa lettera al Sindaco di Toirano, e per conoscenza a qualche altro ufficio. Questa lettera in due parti con una serie di allegati sia cartacei che fotografici l’ho anche sottoposta al difensore civico di cui allego la gentile risposta negli allegati.

Quest’anno è stato con molto piacere che ho partecipato al Mercatino della Festa dei Gumbi finalmente fatto organizzare (bene) dalla Amministrazione e da un Assessore illuminato alle Associazioni di Artigiani, e precisamente Itinerart, di Torino e Piazza d’Arti di Finale. Penso che le foto parlino da sole.

Mi fa piacere pensare di avere forse contribuito a questo cambiamento…

 

p er scaricare gli allegati clicca qui

 

Sono una Creatrice di Opere dell’Ingegno Creativo, ovvero produco manufatti di artigianato artistico, sono iscritta all’Associazione Nazionale Arti e Mestieri Manuali e Creativi in Strada, unico referente per la categoria professionale in cui mi riconosco, e secondo le indicazioni della stessa (all. 1), creo e produco trasformando materia grezza in prodotto artigianale/artistico finito, che espongo e vendo in strada, generalmente in esposizioni,sagre, fiere e mercatini artigianali, nelle more dell’art. 4 del D. Lgs 114/98, producendo una autocertificazione e lavorando sul posto.

Sono stata iscritta negli anni 90, per tre anni, all’Albo delle Imprese Artigiane, e dopo aver chiuso questa onerosa esperienza e la Bottega ho intrapreso il mestiere di Artigiano-Artista di Strada.

Dal ’97 vivo e lavoro in Liguria, e ho quindi alle spalle una lunga esperienza e conoscenza della difficoltà crescente di reperire spazi e piazze idonee e disponibili ad ospitarmi nell’esercizio del mio mestiere, se non quando la “scenograficità” del mio banco e delle lavorazioni sia utile o necessaria alle Amministrazioni come “elemento ornamentale” di lungomari estivi altrimenti scarsamente illuminati o attrattiva per turisti in sagre ove non siano previsti spettacoli o concerti.

I mercatini di artigianato, negli ultimi anni sono stati osteggiati in varie località della Liguria da alcune Associazioni dei Commercianti che hanno cominciato a vederli come concorrenziali alle proprie attività di commercio, non del tutto a torto, visto che questo ha coinciso con un incremento di banchi di rivenditori di bigiotteria o artigianato etnico d’importazione.

Dalla metà degli anni 90 nei mercatini artigianali estivi, nelle sagre e fiere della Liguria, così comunque come in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana per citare solo la mia esperienza personale, hanno cominciato a prendere sempre più spazi con semplici autocertificazioni fasulle, questi banchetti di “sedicenti” artigiani, che da piccoli che erano inizialmente, sono diventati sempre più grandi, fino a diventare dei veri bazar di chincaglieria ambulanti, e sempre più numerosi, fino ad essercene anche due o tre uguali nello stesso mercatino.

all. 4a

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Equivocando, quindi, con la parola Artigianato, approfittando della buona fede (…) di Impiegati Comunali e coscienti dell’ impossibilità, incapacità o inerzia delle Amministrazioni a verificare e controllare la veridicità delle autocertificazioni, si sono moltiplicati banchi di merce Indonesiana, Indiana, Africana, e ultimi ma solo in ordine di tempo, perchè in enorme espansione, dei finti Nativi Americani.

all. 4b

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Questi ultimi incredibilmente autocertificano di produrre la merce esposta, dalle felpe con muso di lupo stampato agli acchiappasogni con piume di pollo made in cina, forse, fino ai CD di cover in stile andino!!! Questi banchi sono dappertutto e sono tutti uguali, dalla Toscana alla Liguria vendono tutti le stesse cose, a ben vedere sembra più un Franchising che una attività artigianale, e se di artigianato si tratta, qualcuno si chiede chi, dove e in che condizioni produce queste tonnellate di merce “artigianale?

all. 4 c

all4c-toirano.jpg

Avendoli peraltro osservati nella loro espansione, un’altra cosa mi stupisce molto e cioè la perfetta attrezzatura di cui è dotato ogni nuovo banco che compare: dagli ombrelloni ai tavoli ai pannelli espositivi fino ai furgoni si tratta sempre di attrezzature e mezzi professionali molto costosi, che lasciano intendere un grosso investimento economico, perlomeno visti alla luce della modesta economia derivante dalla mia attività! E stupisce ancor di più dato che dietro questi banchi non ci si trovano rampanti imprenditori ma giovani di etnia andina, di Lingua Spagnola vagamente somiglianti ai nativi americani, dall’aria mite e dolce e che spesso non parlano ancora bene l’italiano…!

all. 4 d

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In ogni caso questi banchi sono identici a quelli che si trovano nei mercati settimanali, dove suppongo ottengano i posti con apposite Licenze di Commercio, più coerentemente con l’attività svolta cioè rivendere al minuto merce acquistata all’ingrosso e non certo prodotta da chi la commercializza.

Il mestiere di Creatore di Opere dell’ingegno creativo non arricchisce chi lo espleta, a differenza di quello che forse crede qualcuno, anzi è più spesso il contrario: i tempi di lavoro sono lunghi, e non competitivi economicamente con la produzione seriale, industriale e men che meno con l’artigianato etnico d’importazione; se il materiale usato e’ pregiato ha elevati costi all’origine e sono necessari investimenti preventivi; i normali costi di segreteria ( telefono, stampe, marche da bollo ecc) sono aggravati da quote di iscrizione spesso troppo alte in proporzione alle aspettative di entrata; il mezzo di locomozione, il carburante, i pedaggi e il rischio d’impresa derivante da avverse condizioni meteorologiche e quant’altro può inficiare il buon andamento di una manifestazione, compresa la eccessiva presenza di rivenditori di merce a basso costo, sono tutti fattori che ne fanno derivare un economia modesta, spesso, come nel mio caso, parecchio al di sotto di quella che viene considerata la “soglia di povertà”! E’ una piccola attività produttiva che per molti come per me è mezzo di essere autosufficienti se non si hanno pretese troppo consumistiche e si persegue uno stile di vita improntato alla sobrietà.

E’un Mestiere, ne’ peggio ne’ meglio e con la stessa dignità di qualsiasi altro Mestiere, che si fa per passione, perché è ciò che si desidera fare o perché è ciò che si fa meglio

I periodi nei quali si può lavorare in strada con un discreto riscontro sono unicamente quello estivo e quello prenatalizio, le entrate di questi periodi servono anche per i periodi di inattività, nei quali veramente si crea e si produce ma non si hanno entrate se non minime e saltuarie, se però gli unici spazi locali dove possiamo svolgere la nostra attività vengono occupati indebitamente da furbi commercianti, siamo veramente destinati all’estinzione… e i mercatini sono destinati a diventare delle repliche dei mercati settimanali.

I manufatti artistici sono per definizione “pezzi unici”, sono frutto di ispirazione creativa personale e di abilità manuali ed esperienza che rendono i prodotti di ogni artigiano artistico unici e irripetibili.

Passeggiare lungo i banchi di un mercatino artigianale composto da veri Artigiani Artistici non può e non deve essere come passeggiare tra le bancarelle del mercato, dove si va per acquistare e scegliere il prodotto più conveniente frutto della libera concorrenza.

In una baraonda di suoni, martellate, scintille, colori, profumi, gli Artistigiani diventano i personaggi di una “performance” che mettono in scena platealmente loro stessi e i propri talenti, e lungo i percorsi tra queste bancarelle la gente passeggiando si attarda, scopre, impara, si meraviglia di forme sorgenti da alchimie di fuoco e terra, e legno e vetro, cuoio e stoffa, pietra metallo o paglia, ricorda professioni dimenticate, ammira cose belle, strane e soprattutto rare, ritrovando la meraviglia della possibilità che c’è qualcosa che le mani fanno meglio delle macchine, che c’è ancora qualcuno che ha la voglia e la determinazione di vivere del proprio talento, che qualcosa può essere fatto proprio per loro e proprio lì, davanti ai loro occhi. Questo non è solo commercio, a parer mio questa è anche cultura, coltivare la conoscenza delle capacità manuali dell’uomo prima che se ne perda anche il ricordo.

Dopo questa lunga premessa vengo al dunque: La Festa dei Gumbi 2006

Festa di grande richiamo che esiste da più di vent’anni e che si regge principalmente sull’offerta enogastronomica e sul mercatino, che fino all’anno scorso era diviso in zona Ambulanti e zona Artigianato, ha subito lo stesso destino delle altre piazze liguri, vedendo i suoi spazi occupati sempre più da rivenditori e, complice anche il costo decisamente elevato, sempre meno da Artistigiani.

Nel corso di un colloquio con gli impiegati dell’Ufficio Commercio l’anno scorso mi è stata comunicata l’intenzione di un Ritorno all’Artigianato a partire da quest’anno con l’eliminazione degli Ambulanti, seppure di abbassare i costi non se ne parlava proprio. Fiduciosa nel “nuovo corso” artigianale e abitando a poca distanza ho fatto quest’anno domanda di partecipazione, pagato la quota richiesta e sono stata confortata nel ricevere il nuovo Regolamento Comunale (all. 2).

Nel corso di una telefonata nel comunicarmi il numero di posto assegnatomi sono stata informata di essere alta in graduatoria secondo i criteri del punto 1 dell’articolo 3.

Tutto sembrava andare bene… ma non era così.

E’ apparso subito evidente al mio occhio esperto che la gran parte di quelli in coda all’appuntamento per avere l’autorizzazione erano rivenditori, e i problemi con la loro invadenza sono cominciati subito e non sono mai finiti, come si può evincere dalle foto scattate domenica pomeriggio (all. 3), e come può testimoniare anche il vigile che ci è venuto in aiuto, ma in relazione a questo entrerò più nello specifico nell’esposto al sindaco qui di seguito.

Qui basti sapere che data la totale assenza di un responsabile reperibile poichè dal Venerdì alla Domenica ogni Impiegato, Funzionario e Assessore Comunale era “fuori servizio” e alla soluzione di ogni problema era delegato il Vigile locale ( parliamo di più di 50 banchi), nel tentativo di far rispettare il Regolamento e i miei Diritti, ci siamo trovati soli, io e il mio compagno, a combattere una avvilente battaglia, e piuttosto che assistenza e solidarietà ho collezionato rimbrotti, intimidazioni, frasi offensive, reazioni isteriche, insulti sia dai rivenditori che da tutti quelli cui ho chiesto di intervenire per assistermi, in quanto “ creavo problemi”.

Mi domando:

– Che senso ha emanare un Regolamento e non rispettarlo?

– Se la Polizia Municipale è delegata a farlo rispettare lo è anche nei confronti dell’Ente che lo emana? E se si che sanzioni sono previste in caso di inadempienza?

– I banchi che espongono e vendono merce d’importazione,( artigianato si, ma prodotto chissà da chi, chissà dove e chissà come), e che erano in questa mostra mercato ancora una volta la maggioranza (all. 4), dato che non sono sicuramente creatori di opere dell’ingegno, sono in possesso di iscrizione al Registro Imprese Artigiane?

– Se sì come è possibile dato che non fanno altro che comprare e rivendere?

– In cosa si differenziano dai banchi degli Ambulanti che espongono la stessa merce sui mercati?

– Come è possibile che le Amministrazioni Locali non siano ancora in grado di selezionare, attraverso un semplice questionario, o una documentazione fotografica dei prodotti e della lavorazione eseguita, le domande pervenute?

Le Varie “Agenzie” organizzatrici di eventi che sono fiorite in questi anni ci riescono benissimo, con il risultato però che per partecipare alle manifestazioni di piazza da loro organizzate dobbiamo pagare cifre assai elevate (non dissimili da quella richiesta dal Comune di Toirano per i Gunbi, d’altronde), ma perlomeno non subiamo concorrenza sleale da parte di rivenditori, siamo assisiti dall’inizio alla fine in caso di bisogno, garantiti nella sicurezza personale e talvolta anche da sorveglianza notturna.

– In assenza di tutto questo, lasciati per strada su due segni tracciati a terra con una presa elettrica in dotazione e in balia delle sue leggi cosa giustifica l’alta quota d’iscrizione?

– E quando l’Evento, Sagra o Festa di Paese si regga primariamente, oltre che sull’offerta enogastronomica su un mercatino artigianale, e quindi il nostro lavoro, non è per caso iniquo che dobbiamo pagare per poter esercitare il nostro mestiere dato che mi risulta essere il lavoro un diritto sancito dalla Costituzione?

Ritengo che un normale “Plateatico” e un contributo spese per l’elettricità sarebbero più che sufficienti.

E’ evidente che in mancanza di controllo e di un referente che faccia rispettare le regole nel corso della manifestazione, come sempre, anche stavolta, ha prevalso la legge del più forte, o del più furbo che dir si voglia.

Io, dopo aver osservato scrupolosamente il Regolamento e avuto fiducia nell’Istituzione che lo ha emanato alla “fin della fiera” mi sono sentita una stupida e una ingenua.

Non sono però disponibile a essere tacitata con più o meno velate minacce, testualmente : “Stia un po’ tranquilla che qui le persone rognose non le vogliamo”, detto da un funzionario cui ho chiesto assistenza, né intimidita né truffata da Regolamenti “bufala, perché certa di avere e di poter chiedere ragione.

L’Artigianato Artistico è rappresentato anche in Liguria da varie Associazioni aderenti allo Statuto dell’Associazione Nazionale, di comprovata serietà che sono in grado di offrire consulenze e forse anche occuparsi dell’organizzazione di autentici Mercatini Artigianali a titolo gratuito, avendo, per Statuto, lo scopo di ottimizzare e di creare opportunità di lavoro per la categoria.

L’Artigianato Artistico diventerebbe allora, come dovrebbe essere, e lo dimostra l’affluenza di pubblico in mostre mercato anche quando vi sia un biglietto d’ingresso da pagare, una risorsa del territorio e un grande richiamo, perché io credo la Gente, il Pubblico, non sia poi così stupida da non rendersi conto del degrado e del decadimento dei mercatini degli ultimi anni, vox populi docet!

Infine, all’interno di manifestazioni il cui fine economico è spesso una raccolta di fondi a scopo benefico ( oltre ovviamente alla promozione dei prodotti locali e all’incentivazione dell’attività degli esercizi commerciali locali), non dovrebbe sfuggire la necessità di una riflessione sull’etica del lavoro artigianale nel terzo mondo o nei paesi dell’est, e mi sembra un punto di vista un po’ miope quello di ritenere un atto di filantropia e generosità concedere spazi a bancarelle etniche che in realtà celano business da capogiro e dall’etica molto dubbia. Questo senza voler fare di tutte le erbe un fascio, ovviamente, e con il massimo rispetto per tutte quelle Attività Commerciali, e ripeto Commerciali e non Artigianali, che operino sul territorio negli spazi e nelle more legislative destinate al Commercio, e per quelle piccole attività di compravendita che fungono da ammortizzatori sociali, in mancanza di talento artistico, e che penso al di sotto di un certo volume di affari potrebbero essere oggetto di una legislazione che ne snellisca gli oneri contributivi e avere destinati degli spazi indipendenti dai Mercatini Artigianali.

Nella speranza di ottenere qualche risposta e che questo sfogo possa in qualche modo contribuire all’apertura di una riflessione e di un dibattito tra Amministrazioni Locali e Artistigiani di Strada,

Ringrazio per la gentile attenzione

Una Artigiana Artistica del Ponente Ligure

(Emanuela Abadie)

…continua…..

 

7 thoughts on “…L’anno scorso…

  1. Grazie Emanuela, con la tua lettera ci fai capire che i soprusi che come Artistigiani (bellissimo!!) subiamo dalle Amministrazioni locali purtroppo sono diffusi anche in altre realtà italiane. ..e non sono solo qui in Sardegna.
    L’unione fa la forza, questo è il nostro motto, e ci crediamo fermamente per questo abbiamo costituito un dipartimento artistico artigianale supportati da una associazione ONLUS. Ma essendo l’associazione di sinistra, le varie giunte ostacolano il nostro operato, vorrebbero essere loro gli ideatori di tutte le iniziative, e vige la regola “o noi o nessuno”. Da circa un anno ci stiamo muovendo per promuovere l’artistigianato locale e non solo, contro questi muri insormontabili che le varie amministrazioni locali ci mettono davanti, e continuiamo a vedere gli speculatori andare avanti e noi onesti restare indietro. Questo però non può e non deve fermarci! Crediamo in ciò che facciamo e che desideriamo fare, crediamo nell’onestà e nella forza dell’associazionismo, crediamo che insieme si possa fare tanto, basterebbe avere dalla nostra parte il potere delle informazioni e della legislazione, della conoscenza, e allora li fermeremo con le loro stesse armi. Per questo nel nostro blog vogliamo dare INFORMAZIONE e VISIBILITA’ a tutti gli artistigiani che lo desiderano e che siano pronti ad imbarcarsi con noi in un progetto di libertà. Stiamo cercando tutte le informazioni possibili riguardo al DIA (documento di inizio attività) regolamentato dalla comunità europea per permettere ad un artista, creatore di opere del proprio ingegno creativo, di esporre senza dover subire il pagamento di marche da bollo (illegali), nei vari mercatini e fiere artigianali in tutta Europa, ma non riusciamo a sapere niente, nessuno sa niente e nessuno ci sa dare informazioni su come e dove trovare dati, dettagli, etc… Questo è un appello che facciamo anche a te, qualora riuscissi a scoprire qualcosa di più.
    Vieni a trovarci sul blog de Gli Arteggiati e se ti va diventiamo amici, compagni, in questa battaglia per la sopravvivenza dell’artistigiano!!!
    Grazie ancora,
    Roberta

  2. Sono anche io un artigiano di strada vivo nella provincia di viterbo riproduco manufatti pellerossa, anche noi abbiamo provato a promuovere l’artigianato locale con vari mercatini mensili ma poi tutto è svanito nel nulla è dura la vita dell’artigiano forse con l’unione si piò fare davvero qualche cosa. Un saluto.

  3. E’ passato un anno da questi vostri contatti…e ciò determina forse anche la poca voglia di lottare che hanno gli artistigiani.
    E’ tutto giustissimo quello che scrivi…e se fosse per mè…avrei già scaravoltato il mondo…
    Nel mio essere artigiana per lavoro e x sbaglio… stanno già provvedendo a scaravoltarmelo con un peso che non si riesce nemmeno ad immaginare…ed allora io fuggo nel mio essere artistigiana…al posto degli ansiolitici o dei sonniferi…un pò di plastilina poi argilla…e ci fai le 3 le 4 del mattino.
    Anche questo vuol dire essere artistigiana…e spendere soldi per la terra e colori e vetrina…poi…me li vorrei almeno far ritirare. Prima…ed ultima…esperienza di mercatino artigiano…
    Ore 6.30 per il posto…4°5°…nò! 30°alle 6 avevano già dato fuori i primi bilgietti…per prendere i secondi quelli del posto.
    Di finco…uno svuoto di cantina..di fronte una bancarella di abiti usati firmati…io lì..come una cretina con i miei tozzetti Natalizi ed i miei Maialini fatti tutti uno per uno e colorati …
    Ora cerco coraggio per farne un’ altro…Consigli?

  4. RAGAZZI A BUBANO(BO) SI TERRA’ IL 1° EVENTO MAESTRI MADONNARI-MURI DIPINTI-MUSICA GOSPEL-MUSICA SUI BIDONI INDUSTRIALI-C’E’ UN’AMPIA ZONA DEDICATA ALL’OBBISTICA.PICOLI COLLEZZIONISTI-MA SOPRATUTTO ARTIGIANI CHE CREANO(I LORO MANUFATTI)NO BANCARELLE DI MERCATO-L’EVENTO SI TERRA’ IL 18-19-20-SETTEMBRE 2009 -CHIUNQUE SIA INTERESSATO PUO’ PARTECIPARE-l’evento e’ patrocinato dal comune di Mordano-potete contattare giovanni

  5. Abbiamo l’incarico di organizzare un mercatino di artigianato vero, se a qualcuno di voi interessa potete contattarmi alle
    seguenti mail: svercellino@yahoo.it.
    Dovremmo cominciare a settembre, ma esiste la possibilità di
    poter esporre già da sabato 15 agosto a Vadino (Albenga) in modo che noi possiamo valutare i meritevoli.

  6. gentilissima signora – I banchi che espongono e vendono merce d’importazione,( artigianato si, ma prodotto chissà da chi, chissà dove e chissà come), e che erano in questa mostra mercato ancora una volta la maggioranza dato che non sono sicuramente creatori di opere dell’ingegno, sono in possesso di iscrizione al Registro Imprese Artigiane?
    Lei forse non sa ce Il mestiere di Creatore di Opere dell’ingegno di carattere creativo che e'( l’articolo TULPS e stato cancellato)
    per cui non viene piu applicato dai comuni,
    Per quanto rigurda alla documentazione fiscale anche i cosi detti artisti dovrebbero avere il libro dei corrispettivi ma mi risulta che pochi o quasi nessuno li ha in dotazione
    Voglio lanciare una freccia a favore delle Amministrazioni;
    Lei si domanda- Come è possibile che le Amministrazioni Locali non siano ancora in grado di selezionare, attraverso un semplice questionario, o una documentazione fotografica dei prodotti e della lavorazione eseguita?
    Io credo che anche attraverso sia un questionario o delle foto chiunque non possa decidere se e’ artigianato o industriale
    Per concludere la prego gentilmente di togliere le foto che sono sul suo sito visto che il mio banco (come Lei dice) non e’ artigianato
    La ringrazio scusandomi cortesemente

    Vincenzo Maisto
    Presidente
    FIVA ASCOM genova

    • Per concludere la prego gentilmente di togliere le foto che sono sul suo sito visto che il mio banco (come Lei dice) non e’ artigianato

      scusi sa ma… di quale banco dei molti fotografati parla???
      le comunico, comunque, che le foto sul mio sito sono il reportage di un evento e non vedo perchè dovrei levarle.

      Voglio lanciare una freccia a favore delle Amministrazioni;

      … forse voleva “spezzare una lancia”?…

      …sono esterrefatta…

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