INTRODUZIONE

Deliria, cioè Deliranda è, chiaramente, un delirio al “femminile”. Il mio.

Nasce dall’esigenza di potere liberamente comunicare ed eventualmente discutere alcuni argomenti più generali o più specifici, comunque un po’ “diversi” da quelli che abbiamo destinato, io e Renato, ad essere contenuti nei “Selvatici” e che entrambi condividiamo come Principii (adoro i plurali di “IO”, me li voglio concedere!) e scelte di vita fondamentali.

In pratica vorrei farne un contenitore di tutte quelle Riflessioni, Idee, Considerazioni che, al momento, a volte, non condivido neppure con l’altro Selvatico con cui condivido questo Tempo, e questo Spazio fisico su questo Pianeta meraviglioso… GAIA…Semplicemente perché siamo meravigliosamente diversi, (se no sai che noia!).

E’ soprattutto un gioco, forse anche un po’ una terapia, sicuramente un esercizio, spero possa essere un “luogo” di conversazione, e non un barboso egocentrico monologo.

Non sarà un “diario” personale in quanto cronaca di fatti e avvenimenti in sequenza temporale, tenere un diario del “vissuto”, o dei “desiderii” o dei “sogni a occhi aperti” piuttosto che “vivere” è una cosa che ho sempre trovato insopportabilmente noiosa e inutile fin da bambina, (quando pure ci hanno provato a regalarmelo, quello li con la copertina imbottita, di stoffa rossa, con il lucchetto e la chiavetta… come averlo regalato a un ussaro!), ma, come preferisco e vorrei, un poutpourrì anacronistico e trasversale di Pensieri, Sentimenti, Emozioni, Analisi, Intuizioni, Racconti, Lettere, Critiche e Autocritiche, Ricordi, Citazioni (quanto mi piacciono!… in fondo, forse, tutto è già stato scritto…), Poesie, Visioni, e Deliri, Delirii, insomma, (o Delirie che dir si voglia!)

Molti sono in attesa da tempo, frutti ormai maturi del Passato, compressi e ammonticchiati disordinatamente in magazzini interiori, di essere riportati alla luce e liberati come palloncini (biodegradabili) nell’etere… altri, spero, nasceranno nuovi in un nuovo Tempo, il Futuro.

Ecco, il Tempo, esso stesso appetibile oggetto di riflessione “delirante”, il Tempo, che nella nostra vita è a volte un concetto astratto a volte una galera, e a volte non è che una convenzione, inteso come uno “Spazio” contenitore, o un percorso, come un cerchio o forse in piccolo solo una linea, un intervallo, tra un prima e un dopo, una partenza e un arrivo (?)… il Tempo… di cui si può proprio parlare all’Infinito… Ma che sul piano della nostra comprensione, al nostro “terreno livello”, è “finito”, misurato, dettato, scandito, dal balletto coi nostri Luminari e dal cambio delle stagioni, dal maturare dei raccolti, dalla realizzazione dei nostri progetti o dallo scadere delle bollette… il Tempo, per il momento, resta la vera incognita del futuro di questo blog, perché scrivere “porta via” (…) un sacco di Tempo… particolarmente a me che sono prolissa e indecisa all’inverosimile!

E in questo Tempo, nel mio Tempo, ci sta anche il lavoro, anche se non più di quello che serve, beninteso, a un vivere sobrio, e per una Artigiana Artistica questo vuol dire produrre, assecondando una ispirazione creativa, e vendere, possibilmente, i “manùfatti”, nelle stagioni adatte e nei luoghi dove è consentito, cioè in feste, sagre e mercatini artigianali. Tempi e Spazi sempre più limitati.

E in questo Tempo ci sta la cura, la raccolta e la trasformazione per la conservazione dei Prodotti della Terra, quelli Coltivati e quelli Selvatici, perché questa è una scelta di base (soldi in meno da spendere e quindi meno costrizione al lavoro, perlomeno scelta del tipo di lavoro visto che l’orto non si fa da solo! e ovviamente cibo fresco, vitale, biologico ecc) e ci sta la cura degli Animali (quelli che vivono con noi sono solo “da compagnia”, visto che volpi e faine hanno fatto festa con le galline e per tenerle in vita qua in mezzo ai boschi ci vuole un pollaio-bunker…), e ci sta il “Leggere”, il “Navigare”, il “Riposare”, il “Guarire e Guarirsi”, il “Socializzare”, le Incombenze Domestiche Ordinarie e Straordinarie (IDOS?)… ehhh… per quanto si cerchi di rallentare… Tempus fugit!… e la “bucolica vita in montagna” non è né facile né comoda e ha ritmi serrati nella bella stagione per rallentare solo d’inverno…

 

…Insomma, Tempo permettendo vorrei provare a Spazziare (sì, ho proprio detto SpaZZiare, con due zeta…), tra Critica e Utopia passando dall’Autocritica, per esempio, e poi un po’ di* Filosofia, di Spiritualità, di Paganesimo, o, senza paura di andare “fuori tema”, di Anima, di Etica, di Morale e Moralismo, di Astrologia e Astrologie, di Tarocchi, Streghe e Guaritrici, di Religioni (antiche, vecchie e nuove) ed Eresie, di Matriarcato e Società Tribali, e Società Spettacolari, e di Piramidi, Archeologia e Cerchi nel Grano, Ufo e Cospirazionismo, di Esoterismo e Simboli, di Gnomi, di Elfi e Fate, e Ondine e Salamandre, di Oleoliti e Tisane, dei Ching, di Buddismo, Shivaismo, Tantrismo, Taoismo, Tuttismo e Così Sia, di multinazionali, e di Tecniche di “Sottrazione”, di “Pratica” e Teoria, di Alimentazione, di Illusioni e Delusioni, di Luna e di Nuvole, e di Pietre, Animali e Piante, e di Alberi, che tanto amo.

*si può Spazziare “di” oltre che “tra

Con un nostro conoscente parlavamo qualche giorno fa, di quale sia la spinta a dissociarsi dalla omologata vita cittadina, modello mondialmente sempre più imperante,  in cui lui individua una sorta di “patologia”. Certamente finiranno nel piatto di questo blog quelle che possono essere le “espressioni del mio Disagio”, uno “Stato Patologico” di cui sono portatrice in quanto dissenziente dallo “stato attuale delle cose”, o per meglio dire, dalla “progredita civiltà ‘antropofaga’della Cultura Occidentale di questa Era” di cui faccio numericamente, storicamente e geograficamente parte. Ed è senz’altro vero che è necessaria una certa “stranitudine” per nuotare controcorrente in un fiume in piena… Essere parte di una minoranza di una minoranza di una minoranza infinitesimale della popolazione è una condizione cui mi sono abituata da tempo, è un fatto oggettivo, non posso farci niente… posso solo continuare a nuotare, o raggiungere una riva!

 Prima Nomination per il Nobel dell’Imbecillità Ecologica all’industriale che ha inventato la caffettiera a cialde…! complimenti!

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